Ieri mattina presso l'Acquario-oasi per la protezione del Cavalluccio Marino e per la posidonia, si è tenuta una visita istituzionale.
A fare il sopralluogo, il presidente della Provincia, Wanda Ferro, e l'on. Michele Traversa. Ad accoglierli, il sindaco di Soverato Raffaele Mancini, il vicesindaco Teo Sinopoli, gli assessori comunali Renato Barone, Sonia Munizzi, Eugenio Riccio e Antonio Rattà, il presidente del Consiglio, Giancarlo Tiani, il dirigente comunale Antonio Passafaro e il direttore del progetto, l'architetto Simonetta Alecci.
La struttura si presenta come un cantiere aperto, con tanti lavori ancora da perfezionare. L'on. Traversa si è comunque complimentato per quanto fatto finora per la realizzazione del Parco dell'Ippocampo e dell'Eco-Museo Marino. Va ricordato che fu proprio lui a tempi, della sua presidenza alla Provincia di Catanzaro, il primo finanziatore dell'acquario, che inviò a Soverato i primi 300 mila euro della Rete Ecologica per realizzare il primo stralcio dei lavori. Chiaramente, poi arrivarono altri finanziamenti per andare a portare a termine il secondo stralcio di lavori.
«Si è ragionato assieme - ha commentato l'incontro Mancini - sui modelli di gestione, sui costi di partenza della struttura e quelli di mantenimento. Michele Traversa ci ha dato molti consigli sui materiali da usare per certi lavori di rifinitura, sull'aspetto botanico, sul pacchetto formativo da proporre a tutte le scuole della nostra regione, su dove sistemare i punti di ristoro. Ha proposto anche un circuito o messa in rete tra l'acquario di Soverato e il Parco della Biodiversità di Catanzaro».
Anche Wanda Ferro ha ribadito che si tratta di un'opera unica nel sud Italia, sia in termini di dimensioni che di capienza delle vasche. Infatti, si tratta di una struttura che sorge all'interno di una superficie di circa 1.344,5 metri quadrati, disposta su due piani, che presenta soluzioni molto originali sia dal punto di vista architettonico sia nella realizzazione delle 23 vasche. Le singole vasche, hanno una capacità variabile per litri d'acqua marina, per un totale di 52.650 litri, che verrà mensilmente cambiata grazie ad una pompa che preleverà l'acqua direttamente dal mare e che sarà situata a poche centinaia di metri dalla sede dell'acquario. Le vasche ospiteranno oltre al cavalluccio marino nel suo ambiente naturale, diverse specie ittiche e organismi che popolano il nostro mare. Chiaramente, l'obiettivo della visita è stato quello di constatare lo stato dell'opera e di cercare le modalità per supportarla.
L'ambizione più grande che si ha per l'acquario soveratese è quella di farlo divenire un vero e proprio polo di ricerca del centro studi universitari della Calabria, facendolo diventare anche un indicatore dello stato di salute delle acque calabresi.
"Superaccessoriati" i laboratori in dotazione alla struttura, in cui si potranno eseguire studi di biologia marina, di ittiofauna e di itticoltura. Lo scopo sarà quello di far conoscere gli abitanti del nostro mare, per imparare ad amarlo e rispettarlo, proteggendolo dal degrado e dall'inquinamento. Tutto questo ha ovviamente degli ulteriori costi che andranno sostenuti per portare a termine e realizzare appieno i progetti. Insomma, se il sindaco di Soverato si trasformasse in un fumetto per pochi secondi, potrebbe essere disegnato con sulla testa una nuvoletta, in cui si legge: "Cercasi finanziamenti per l'acquario della Calabria, sia da parte pubblica che privata".
Attualità | domenica 7 febbraio 2010, ore 10.52
|