Si è aperta con la contestazione di due ulteriori aggravanti l’udienza preliminare a carico di Cosimo Berlingieri e Gianluca Passalacqua, catanzaresi di etnia rom, di 44 e 23 anni, accusati di concorso nell’omicidio aggravato di Massimiliano Citriniti, catanzarese studente universitario di 24 anni ucciso con una stilettata al cuore il pomeriggio del 22 febbraio scorso fuori dal Centro commerciale “Le Fornaci”, a Catanzaro. Il pubblico ministero titolare delle indagini, Simona Rossi, ha contestato in aula - non l’aveva ancora fatto nella richiesta di rinvio a giudizio - le aggravanti dovute al presunto coinvolgimento nell’omicidio di un minorenne, che oltre tutto è figlio di uno dei due imputati. Per il medesimo delitto, infatti, è già stato giudicato con rito abbreviato e condannato a 14 anni e 15 giorni di galera il figlio diciassettenne di Berlingieri, che è anche cognato di Passalacqua (il 22 febbraio si terrà per lui il processo d’appello). Poi il giudice Antonio Saraco ha rinviato l’udienza al prossimo 10 febbraio. In aula, sono gli avvocati Gregorio Viscomi, Salvatore Staiano e Nerina Chimirri a difendere i due imputati. Il più giovane, Passalacqua, finì in manette a poche ore dal delitto assieme al minorenne, mentre Berlingieri fu raggiunto da un’ordinanza di custodia in carcere poco più di un mese dopo, poiché la Polizia mise assieme una quantità di indizi, poi riscontrati, che secondo l’accusa dimostrerebbero la sua presenza sul luogo ed al momento dell’omicidio (tutti e tre si trovano ancora sottoposti a custodia cautelare). Un omicidio, quello di Citriniti, avvenuto a seguito di un banale scherzo di Carnevale, che la vittima avrebbe fatto spruzzando della schiuma in faccia al minorenne rom oggi condannato, e che avrebbe dato vita ad una lite iniziata dentro al centro commerciale, e ripresa all’esterno più tardi, dove il 24enne è stato ucciso, sempre secondo le accuse, dopo essere stato bloccato da diverse persone che lo hanno aggredito.
Attualità | sabato 6 febbraio 2010, ore 13.40
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