 |
| Immagine di repertorio |
Una storia drammatica di violenze psicologiche, oltre che fisiche, subite da una ragazzina di 13 anni e' stata portata alla luce dai Carabinieri della Stazione di Soveria Mannelli (Cz). Sono occorsi oltre 6 mesi di accurate e riservatissime indagini dei militari coordinati dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Catanzaro Simona Rossi per ricostruire una storia di violenza e soprusi ai danni di una ragazzina di 13 anni, indotta a subire per oltre un anno le attenzioni morbose e le violenze di un suo compaesano, G.C., di poco piu' di dieci anni piu' grande di lei, finito oggi in carcere in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Catanzaro.
L'attivita' di indagine, compiuta nel piu' assoluto riserbo, e' iniziata grazie ad un altro evento criminoso ad opera del l padre di Chiara, questo e' il nome di fantasia dato alla ragazza, esasperato da una voce di paese che voleva sua figlia incinta. L'uomo, preso da un raptus di follia, aveva danneggiato l'auto delll'arrestato. C.G. con beffarda ironia si era presentata ai Carabinieri di Soveria Mannelli denunciando il padre di Chiara e pretendendo giustizia. I militari, scoperto ed arrestato il reo, si erano interrogati sul movente del gesto, e cosi', dopo aver trascorso settimane a cercare di ottenere la fiducia della ragazza, con l'aiuto della madre hanno portato alla luce la storia di Chiara, che finalmente ha trovato la forza di aprirsi liberandosi da quell'orrore che portava dentro da mesi. Dal racconto di Chiara, che ha avuto il coraggio di aprirsi definitivamente solo di fronte ad una altra donna, il sostituto procuratore Simona Rossi, sono amerse le fantasie di una ragazzina lusingata di attrarre un corteggiatore adulto che la riempiva di attenzioni, la accompagnava a casa dopo scuola e le faceva regali promettendole la luna, ma anche il dramma della violenza, in un boschetto lungo la strada verso casa di ritorno da scuola, e la paura e la vergogna per cio' che era successo. L'uomo alternava le minacce con la promessa di starle vicino tutta la vita e di voler lasciare la sua convivente. Ma laragazzina non ha nascosto neanche la disperazione, dettata dagli sguardi della gente, dalle risate e dalle battute dei compagni di scuola. Dop mesi di indagini, decine di interrogatori svolti nel piu' assoluto riserbo, analisi dei tabulati telefonici e colloqui con assistenti sociali, hanno prodotto al svolta con l'arresto del responsabile.
Cronaca | mercoledì 4 novembre 2009, ore 19.17
|