“Desta preoccupazione la decisione di Telecom Italia di avviare una procedura di licenziamenti per esuberi in tutta Italia in ambito Directory Assistance”. Lo sostiene il consigliere provinciale Ivan Cardamone. “Lo scenario profilato dall’azienda Telecom Italia, dice Caradamone, dopo una serie di accordi sindacali, sottoscritti presso il Ministero del Lavoro, che prevedeva 5 mila mobilità entro il 2010 e impegnava l’azienda a non procedere a trasferimenti territoriali coatti, è quello di un piano di tagli giustificato da una serie di esuberi con la chiusura di sedi su tutto il territorio nazionale, il trasferimento forzato di centinaia di lavoratori nonché l’avvio di licenziamenti per 470 operatori di centrali e del servizio 12.54 giustificato da un calo del traffico. Certo la risposta del Ministro Sacconi, investito della problematica dalle diverse sigle sindacali, non si è fatta attendere poiché subito ha invitato l’azienda concessionaria del servizio di pubblica utilità ad una moratoria di ogni forma di licenziamento profilando soluzioni alternative al ricollocamento dei lavoratori nella stessa azienda. Non si può che sostenere l’azione dei lavoratori che il 12 giugno hanno protestato a Roma contro le decisioni dell’azienda sul piano di riorganizzazione aziendale per tutelare il proprio posto di lavoro specie in questo momento quale periodo di particolare crisi che colpisce maggiormente il sud Italia. La città di Catanzaro non sarà esclusa da questo piano di licenziamenti messo in atto da Telecom Italia che proprio nella sede di Siano, in località San Cono, vede impegnati tantissimi lavoratori, difatti si parla di circa 40 unità del servizio 412 prossimi al licenziamento. Quello che maggiormente preoccupa, ed è dato registrare nei fatti concreti messi in atto, sono le scelte aziendali che ha messo in campo Telecom Italia specie in Calabria. Varie sedi sono state chiuse o rimodulate nell’organico e nelle funzioni che tradotto ha significato perdita di posti di lavoro. Tutto ciò porta a non escludere che, in futuro prossimo, anche altri settori operativi saranno interessati da piani di riorganizzazione rendendo più devastante il problema della disoccupazione in Calabria e soprattutto, conclude Caradamone, a Catanzaro”.
Attualità | martedì 16 giugno 2009, ore 9.34
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