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Loiero su Why not: "Magistrati mi interroghino immediatamente"    |
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| Il governatore Agazio Loiero |
''Chiedo al Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello e ai magistrati dell'accusa che indagano su questi fatti di essere immediatamente interrogato''. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Calabria Agazio Loiero ai giornalisti parlando in una conferenza stampa del caso Why not che lo vede coinvolto. Loiero aggiunge: ''Chiedo con tutto il garbo ed il rispetto che si deve ad un altro potere dello Stato. In una precedente dichiarazione avevo gia' affermato che, presa coscienza degli addebiti e degli atti d'indagine e consultati i miei avvocati, mi sarei sottoposto ad interrogatorio. Non essendo pero' in grado di consultare in breve tempo i 140 faldoni che riguardano l'inchiesta Why not, vi rinuncio, convinto come sono che nessuna delle migliaia e migliaia di carte puo' contenere un'accusa da cui non sia in grado di difendermi''.
Il presidente della Regione Calabria si rivolge ai magistrati invocando ''la possibilita' di dimostrare la mia innocenza. Siccome sono sempre stato un cittadino rispettoso delle leggi della Repubblica e svolgo un ruolo istituzionale che mi espone molto ed espone soprattutto la Regione che rappresento, chiedo con tutta la forza di cui sono capace di essere interrogato immediatamente''.
''Non mi ritrovo, neanche in astratto, in nessuno di questi reati''. Ha detto ancora Loiero. '' Il tempo di dare una scorsa all'ordinanza -ha commentato- ed ho provato una sofferenza indicibile''.
''La cosa - ha aggiunto Loiero - mi procura una ferita e nel silenzio della mia coscienza la vivo come un oltraggio''. Sull'inchiesta Loiero ha detto che ''i capi d'imputazione che vengono posti a mio carico sono tanti e di una certa rilevanza penale'' ma ''non ho alcuna intenzione di difendermi dalle accuse in una conferenza stampa''.
''Non l'ho mai fatto -ha detto con tono critico nei confronti della stampa- perche' la mia regola e' che dalle accuse dei magistrati ci si difende nei processi. L'insegnamento che ho ricevuto dalla mia modesta famiglia, prima che dalla scuola e dagli studi, e' quello di un rispetto sacrale per le leggi e i giudici terzi, ma anche per i magistrati dell'accusa che in un territorio come il nostro spesso rischiano la propria pelle''.
Calabria Economica | martedì 23 dicembre 2008, ore 20.25
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