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L'Ici viene pagata da calabresi e siciliani, cancellati opere e servizi    |
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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto legge che impegna tre miliardi di euro per finanziare le mancate entrate dell'Ici e gli sgravi fiscali degli straordinari, non ha più misteri: il quadro dei tagli effettuati per mettere insieme il budget necessario è ormai pubblico, mentre le polemiche non accennano a diminuire.
Il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero parla di «un atto antimeridionalista che merita una protesta bipartisan contro il Governo colpevole di aver cancellato dalla disponibilità di Calabria e Sicilia ben 1,4 miliardi di euro destinati ad opere stradali» e intanto i segretari generali della Cgil di Castrovillari, Cosenza e Crotone, Orlando Bonadies, Pietro Rossi e Antonio Spataro annunciano una giornata di mobilitazione per i lavori che non si faranno più sulla statale 106; mentre in Sicilia sono i parlamentari regionali e nazionali del Pd ad annunciare un sit-in per sabato alle 11.30, a Palermo.
L'assessore calabrese ai Lavori pubblici Luigi Incarnato nega che le opere cancellate non fossero cantierabili: «l'Accordo di programma con il ministero delle Infrastrutture – si legge in una nota – riguardava progetti ben definiti per il sistema degli attracchi e viario di Villa San Giovanni (84 milioni di euro); sulla 106 Jonica il megalotto 3 Sibari-Roseto (265 milioni di euro); megalotto 9 Crotone-Cariati ( 25 milioni di euro); megalotto 12, tangenziale di Reggio Calabria (15 milioni di euro) e così di seguito con altri interventi di misura e valenza inferiore, ma certamente organica allo sviluppo del territorio».
C'è da dire che il Governo , un Robin Hood alla rovescia, penalizza in molti altri aspetti la Calabria e la Sicilia. Resta senza un solo euro il Commissario per il porto di Gioia Tauro che grazie al milleproroghe contava su 600 mila euro nel 2008 e 750mila Euro nel 2009: sono infatti azzerati entrambi gli importi. Soffre il Fondo per la mobilità sulla Salerno-Reggio Calabria ( sul tratto finale per i lavori in corso a corsia unica fino al 2010) e la qualità del trasporto nello Stretto di Messina: nelle tre annualità 2008 - 2009 - 2010 erano previsti 49 milioni, adesso cancellati. Restano al palo le autostrade del mare ed evidentemente i bonus previsti per spostare il traffico su gomma dalla strada alle navi: gli incentivi (77 milioni stanziati per ciascun anno) "per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marittimo" non ci sono più. Secondo l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Gigi Meduri, per i forti tagli fra questi sono saltati anche i finanziamenti per le strade provinciali, Calabria e Sicilia sosteranno per più della metà il fondo creato per sostenere la manovra, ma nel leggere in Gazzetta tutta la tabella dei tagli ci si accorge anche di quanti stanziamenti «non proprio indispensabili» si era fatto carico il Governo Prodi: a dispetto della crisi del Paese i campionati mondiali di pallavolo contavano su 9 milioni di euro e i mondiali di ciclismo su 6 milioni : cancellati!; tagliati anche i 4 milioni destinati al Comitato italiano paraolimpico; i 10 milioni per il fondo eventi sportivi internazionali; i 20+35+40 milioni destinati alla promozione dello sport di cittadinanza; i 10 milioni per i festeggiamenti del 150 anniversario dell'Unità nazionale; e purtroppo anche i 5 e mezzo destinati a reprimere i reati contro gli animali.
Ma non finisce qua: tornando agli svantaggi creati per le aree più deboli, va detto che neanche i danni alle produzioni agricole in Sicilia (50 milioni) saranno ristorati ; così come saltano i 3,5 milioni destinati alla difesa del suolo nei piccoli comuni; i 45 milioni per sostenere il trasporto merci su ferro; i 10 a sostegno delle nuove autostrade del mare: Corigliano fra queste; i 60 milioni destinati nei tre anni alle isole minori; i 45 milioni stanziati per il potenziamento della informatizzazione pubblica.
Di fronte a tutto questo c'è ancora chi come il deputato del Pd Franco Laratta, spera di poter cambiare le cose . «Non potremo mai accettare – dichiara – che il Governo faccia pagare ai calabresi la copertura finanziaria relativa al taglio dell'Ici in tutta Italia».
E intanto il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio dice : «'Ora basta. È tempo di far sentire forte la voce della Calabria a Roma. La scelta del governo Berlusconi di bloccare i finanziamenti per l'ammodernamento della SS 106 e della Firmo-Sibari segnerà profondamente il mancato sviluppo di un territorio dove questa importante infrastruttura viaria è anche un'arteria di comunicazione e di raccordo insostituibile per il collegamento al corridoio Adriatico e al resto del Paese».
C'è da dire che nella lunga lista di "sostegni statali" cancellati, a parte i 353 milioni sottratti al Fondo per la promozione del trasporto pubblico locale che interessa il pendolarismo del nord, e le sforbiciate allo sport e alle celebrazioni, tutto il resto è stato tolto in danno del Mezzogiorno.
E questo evoca scenari in cui il federalismo fiscale alla "lombarda" vince sul federalismo solidale che auspica Loiero e chi si preoccupa delle sorti delle regioni meridionali.
Ma c'è di più. Si era tanto parlato della metropolitana del mare per tentare di risolvere il problema dei 12 mila pendolari dello Stretto. So dovevano acquistare cinque aliscafi, come aveva annunciato l'ex ministro Bianchi. A questo punto tutto sembra sfumare: si aspettano risposte chiare dal governo.
Teresa Munari
Calabria Economica | venerdì 30 maggio 2008, ore 9.11
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