Un appezzamento in località "Corallo",
sulle pendici del monte "Pezzano", venne adibito all'inizio
del primo conflitto mondiale a campo di concentramento per prigionieri
di guerra. A guerra finita, l'impianto fu utilizzato per l'addestramento
delle truppe di stanza a Catanzaro, allora sede del Comando di
Divisione e del 19° Reggimento di Fanteria. Sullo spiazzo
venne tracciato e livellato un rettangolo di gioco, fiancheggiato
da un "percorso di guerra" e circondato da una pista
sopraelevata; dotato da graziose tribune in legno, ben arredate
all'interno.
Di proprietà dell'esercito, prese appunto il nome "Militare",
nome conservato anche quando il campo diventò di proprietà
comunale. Lo "Stadio Comunale", venne dotato, sotto
la presidenza di Aldo Ferrara, di una funzionale e comoda gradinata
(Distinti), eretta sul vecchio "prato", con sottostanti
spogliatoi, docce, sala stampa e magazzini. Il secondo radicale
cambiamento risale alla vigilia del primo campionato di serie
A nel 1971, la capienza, mai determinata ufficialmente, era quantificabile
intorno a 20.000 spettatori. Successive modifiche vengono apportate
durante l'era "Di Marzio" che convince il Comune a moltiplicare
la capienza costruendo ulteriori gradini su quelli già
esistenti e riuscendo a portare a 30.000 posti lo stadio.
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Nel 1990 fu intitolato "Nicola Ceravolo" in onore del Presidentissimo. Al mitico presidente fu dedicato un monumento all'ingresso del settore Ovest a ridosso del leggendario pino marino che spadroneggia nella curva. Nel 1996 la famosissima curva Ovest venne intitolata a Massimo Capraro, notissimo tifoso scomparso in un tragico incidente stradale.
Nel 1998 il Comune di Catanzaro fu costretto ad eseguire diversi lavori al fine di adeguare l'impianto sportivo alle nuove normative, tra le innovazioni vennero sostituite le vecchie reti di ferro di Tribuna e Distinti con i moderni vetri antisfondamento. La sostituzione delle reti rese i settori di Tribuna e Distinti molto più vicini al campo di gioco, tale modifica fece scomparire la pista di atletica e con essa la multifunzionalità dell'intero impianto sportivo. Tali adeguamenti portarono alla capienza, ufficialmente determinata dalla commissione provinciale di vigilanza, di 11.033 posti.
Nel 2005 il Comune di Catanzaro ha acquistato il Ceravolo dal Demanio dandolo in concessione per 99 anni all'US Catanzaro.
Era prevista la riedificazione dell'intero impianto, realizzabile in due fasi.

Sarebbero state realizzate due nuove gradinate a ridosso del terreno di gioco che
avrebbero sostituito le vecchie curve e la copertura dell'attuale Tribuna
sarebbe stata rifatta in legno lamellare. Per la seconda fase era previsto l'adeguamento dei distinti ed il rifacimento della Tribuna Stampa. L'intero impianto
sarebbe stato totalmente coperto ed i settori collegati tra loro con delle torri che
avrebbero dovuto sostenere la copertura e avrebbero avuto anche la funzione di far affluire e defluire il pubblico dagli spalti.
Uno stadio sul modello architettonico di stampo britannico.
Il progetto di riedificazione dello stadio è comunque fallito, così come
la società "U.S. Catanzaro Spa".
Per adeguare l'impianto alle norme antiviolenza,
nel settembre 2008 sono iniziati i lavori di ammodernamento con
l'installazione dei seggiolini in tutti i settori e la numerazione
dei posti a sedere