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Il Santo patrono di Catanzaro
è San Vitaliano vescovo di Capua.
Si festeggia il 16 luglio.
Di questo santo si hanno poche notizie. Un’edizione del Martirologio
Gerominiano, risalente alla prima metà dell’ottavo
secolo, lo ricordava il 3 settembre con l’affermazione in
Caudis Vitaliani che faceva pensare che fosse un martire del Sannio;
infatti Caudium, attuale Montesarchio, si trovava tra Capua e Benevento,
città queste che in passato si contesero San Vitaliano come
vescovo.
Nel più antico dei calendari liturgici capuani, risalente
al XII secolo, il nome del santo è incredibilmente assente;
nei successivi è ricordato non più il 3 settembre,
ma il 16 luglio, data confermata anche dal Martirologio Beneventano
di santa Maria del Gualdo.
Probabile quindi che la rinascita del culto risalga agli ultimissimi
anni del XII secolo; in questo periodo un sacerdote beneventano
scrisse la prima biografia arricchendola di particolari di fantasia,
rendendola così inattendibile. Tale biografia affermava che
san Vitaliano fu proclamato vescovo di Capua contro la sua volontà.
Subì ogni genere di insinuazioni e derisioni da parte dei
suoi nemici che lo accusarono di avere tendenze particolari. Per
svergognarlo davanti ai fedeli, i nemici con uno stratagemma riuscirono
a farlo comparire in pubblico con abiti femminili. Il santo si difese
con molta abilità; dopo che scoprì il complotto si
allontanò dalla città. La sua fuga fu breve: venne
catturato, legato dentro un sacco e gettato nel Garigliano.
Su di lui vi era la presenza di Dio che lo fece giungere incolume
fino ad Ostia dove venne salvato da alcuni pescatori, mentre Capua,
dimostratasi ingrata e violenta, venne punita da Dio con siccità,
peste e carestia.
I capuani, martoriati da tutto ciò, pentiti di tutto quello
che avevano compiuto contro san Vitaliano, si recarono dal vescovo,
scongiurandolo di tornare. Il santo ritornò, ma si fermò
per poco tempo a Capua, poiché desiderò ritirarsi
presso il monte Partendo, ove costruì una chiesa dedicata
a Maria santissima. Da questa chiesa, San Guglielmo da Vercelli
nel secolo XII costruì l’attuale Santuario alla Beata
Vergine di Montevergine.
San Vitaliano morì nel 699. secondo alcuni storici, il corpo
sarebbe stato traslato prima del 716 a Benevento dal vescovo Giovanni;
secondo altri nel 914 a causa dell’invasione dei saraceni.
Papa Callisto II lo avrebbe poi inviato insieme a quello di Sant’
Ireneo di Lione e di San Fortunato di Todi a Catanzaro. Qui nel
1311 Pietro Ruffo, conte di Calabria, fece costruire una cappella
in cattedrale per deporle e venerarle. Durante l’ultimo conflitto
mondiale, a causa dei bombardamenti, la cattedrale venne distrutta;
nel 1960 fu ricostruita e con essa anche la cappella che contiene
il corpo di san Vitaliano da cui trasuderebbe, come avviene per
san Nicola di Bari e san Felice di Nola, un liquido miracoloso,
detto manna.
Il culto di san Vitaliano è diffuso in tutta la Campania
ed ovviamente in Calabria; Catanzaro lo invoca contro ogni calamità,
particolarmente contro i terremoti.
La domenica in albis, una volta, si celebrava la festa del patrocinio
per ricordare la protezione del santo sulla città durante
il violentissimo terremoto del 1783. Popolarmente san Vitaliano
ha dato anche il suo nome a Catanzaro: infatti il capoluogo calabrese
è definito come la città delle tre V: vento, velluto
e san Vitaliano. |