Notizie Storiche
La nascita di Catanzaro - quale fulcro economico-politico-culturale -
può con certezza essere datata all'inizio del secolo X, sotto il
dominio bizantino. Fu allora che il generale di Bisanzio, Niceforo Foca,
a causa delle continue incursioni dei Saraceni sulla costa ionica, decise
per l'edificazione definitiva di una roccaforte collinare a difesa; il
sito scelto, tre colli con due vallate laterali, offriva garanzie idonee.
L'origine orientale ha un'importanza fondamentale nella storia della città
poiché in virtù di essa si instaurarono rapporti commerciali
e culturali con l'est.
L'impero bizantino era però prossimo alla fine; giunsero in Calabria
i normanni, il loro dominio. Catanzaro fu occupata e, sotto Roberto il
Guiscardo (1059), divenne contea. La città, pur subendo il diverso
modo di vivere dei nuovi dominatori, conobbe periodi di fioritura nella
vita comunale ed in quella delle arti e dei mestieri; continuava ad essere
curata la lavorazione della seta con scambi commerciali sia con le altre
regioni d'Italia che con i paesi orientali. Intorno al 1250 l'imperatore
Federico II destinò il territorio di Catanzaro a demanio regio,
affidandolo in feudo a potenti famiglie della regione (Ruffo, Caraffa,
Soriano). La demanialità" del territorio comunale si
rivelò importante per la storia della città, poiché
ne determinò le successive scelte politiche.
Durante la dominazione Aragonese (inizio 1400) Catanzaro visse periodi
di trasformazione nella vita economica e sociale, mantenendo comunque
efficienti la scuola ed il commercio della seta, le arti ed i mestieri.
Il fiscalismo spagnolo era certo pesante, ma gli artigiani della seta
- grazie all'antica esperienza ed alla qualità del prodotto noto
in Italia e nei paesi europei - continuarono a fornire alla città
notevoli scambi commerciali. Risale infatti al 1470 la richiesta da parte
dei tessitori francesi di Tours e Lione, indirizzata ai maestri tessitori
di Catanzaro affinché gli stessi si recassero in Francia al fine
di creare una scuola perfezionata dell'arte serica, istruendo nel contempo
i tessitori esistenti in loco.

(Veduta panoramica) |
I maestri della seta di Catanzaro accettarono l'invito, portando in altro
paese la perfetta tecnica dei broccati, della seta pura, dei velluti,
dei tessuti composti. Ancora oggi, nel centro storico della città
vi è un quartiere, denominato "Filanda", che sta proprio
ad indicare l'ubicazione degli antichi laboratori e delle scuole dove
si tesseva e si filava. La Calabria del tempo era divisa in feudi; alcuni
feudatari erano fedeli alla Corona, altri le erano contro e trovavano
accordi ed intese tra i signori locali al fine di raggiungere una certa
indipendenza. In questa visuale va inquadrata la "demanialità"
del territorio di Catanzaro. Infatti, quando l'imperatore Carlo V divenne
re di Napoli, la città dimostrò con chiarezza la propria
fedeltà alla Corona.
Non va dimenticato che Carlo V - ultimo sovrano del Sacro Romano Impero
- era re di Spagna e di Napoli; figlio di Filippo il Bello e di Giovanna
la Pazza, ereditò il regno dell'Imperatore Massimiliano d Asburgo
e quello di Ferdinando il Cattolico di Spagna. I possedimenti di Carlo
V si estendevano anche oltre i confini europei; è famosa la sua
frase: "sul mio regno non tramonta mai il sole". Catanzaro si
trovò coinvolta nella guerra del 1528, quando il francese Odet
de Lautrec - in accordo con alcuni feudatari calabresi - iniziò
la campagna per la conquista della Calabria, alleandosi con il romano
Simone Tebaldi, conte di Capaccio, nonché con Francesco di Lauria,
signore di Cirella ed Aieta (tale alleanza era ovviamente sorta contro
l'imperatore Carlo V).